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Mostre a Palazzo Martinengo

Liberty. L’arte dell’Italia moderna

Dal 24 gennaio 2026 Palazzo Martinengo ospita un’imperdibile mostra promossa dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo dedicata al Liberty, lo stile dell’Italia moderna che ha contraddistinto la produzione artistica nazionale nel primo quindicennio del Novecento. La raffinata selezione di oltre cento capolavori provenienti per lo più da collezioni private – quindi poco note al pubblico – e da importanti istituzioni museali quali la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine, permette di porre in luce l’influenza che nuovi linguaggi e inedite sensibilità ebbero sulla pittura, sulla scultura, sulla grafica pubblicitaria, sulla moda, sulla fotografia, sulle arti applicate e perfino sul nascente mondo del cinema.

La diffusione di quello che fu definito “stile nuovo” o “stile floreale”, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, tra acceso entusiasmo per la modernità, riscoperta di pratiche artigianali ed echi di ricerche europee, spinse i maestri italiani a interpretare le novità dell’arte internazionale con un approccio personale estremamente originale. La scelta delle opere esposte a Palazzo Martinengo tiene conto della partecipazione degli artisti alle grandi esposizioni tenutesi in Italia tra la fine del XIX e i primi due decenni del XX secolo: dalle prime Biennali di Venezia all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902; dall’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 fino alla grande Esposizione Internazionale di Roma del 1911 che celebrava i cinquant’anni dall’Unità d’Italia. Un’opportunità quindi di rileggere alcuni dei capolavori dell’arte italiana attraverso una nuova prospettiva, e al contempo di riportare alla luce opere meno note al pubblico, ma di straordinario interesse artistico.

La mostra invita il visitatore a immergersi nei temi e nelle atmosfere di un’epoca di profondi cambiamenti, tanto nell’arte quanto nella società. Pittura e scultura vengono poste in dialogo con le arti applicate, con la grafica e la fotografia, e con l’allora nuovissimo linguaggio cinematografico, offrendo una visione inedita di uno dei periodi più fertili della storia dell’arte europea tra Ottocento e Novecento.

I curatori Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari hanno ideato un avvincente percorso espositivo articolato in otto sezioni tematiche dedicate a: Lo stile floreale tra natura e arte; L’intimismo domestico; La fotografia; Il cinema; Galileo Chini e l’arte della ceramica; La moda; I manifesti pubblicitari; Il ritratto borghese. Oltre a splendidi dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e altri ancora, e a emozionanti sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, è possibile comprendere il clima artistico e culturale dell’Italia Liberty grazie alla selezione di elegantissimi abiti femminili realizzati negli atelier dei sarti più famosi; di coloratissimi manifesti – le cosiddette affiches – che pubblicizzavano spettacoli teatrali, grandi magazzini di moda, liquori, giornali e località turistiche, disegnati da insigni illustratori come Carpanetto, Dudovich e Metlicovitz; e di raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura figlie della geniale creatività del poliedrico Galileo Chini.

Orari di apertura

mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 9:00 alle 17:00
sabato, domenica e festivi: dalle 10:00 alle 20:00
lunedì e martedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra.

Aperture straordinarie

5 Aprile (Pasqua)
6 Aprile (Pasquetta)
25 Aprile
1 Maggio
1 Giugno
2 Giugno

Prenotazione visite guidate:
Tel. 3927697003gruppi@amicimartinengo.it

Per biglietti e percorsi didattici:
https://www.mostraliberty.com/

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Mostre a Palazzo Martinengo

La giovane arte contemporanea italiana rinnova la presenza a Palazzo Martinengo con “Le Stanze del Contemporaneo”

In mostra i nove artisti premiati della
XVI edizione del Premio Nocivelli

La Fondazione Provincia di Brescia Eventi si appresta a concludere il proprio semestre espositivo dedicato al territorio e ai giovani talenti dell’arte contemporanea ospitando, negli spazi di Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino, la mostra Le Stanze del Contemporaneo. L’esposizione celebra i nove artisti vincitori della XVI edizione del Premio Nocivelli, progetto promosso dall’Associazione Culturale Techne e pienamente in linea con la mission della Fondazione, attenta alla valorizzazione delle nuove generazioni e dei linguaggi artistici attuali propria di HU-BS Martinengo. Palazzo Martinengo. Hub culturale per un’attività espositiva di nuova generazione, che raccoglie con Le Stanze del Contemporaneo l’importante percorso di giovani artisti under 40 da tutto il territorio nazionale.

L’esposizione, allestita nelle sale del prestigioso Palazzo Martinengo, offre a ciascuno dei nove artisti premiati uno spazio dedicato, presentando le opere vincitrici accanto a ulteriori lavori significativi. Il percorso mantiene la tradizionale impostazione multidisciplinare del Premio, articolandosi tra pittura, scultura e fotografia fino ad includere installazioni ambientali.

I vincitori della XVI edizione

Il Premio Nocivelli 2025 è stato assegnato ad Alessandro Franco con Sistema per un tentativo di genesi (Scultura), un’installazione che fonde sapienza manuale e tecnologia in un dispositivo evocativo della genesi dell’universo, in equilibrio tra luce, profondità e sonorità.

Gli altri artisti premiati:

  • Scultura: Luca Pagin, Na sagra! (Pettiniera)
  • Fotografia: Alice Dicembrino, Midriasi; Alice Muratore, Giriamo in tondo nella notte e veniamo consumati dal fuoco
  • Pittura: Fabiano Vicentini, City of Grey; Stefano Lutazi, Un casellario n.5; Yunge Qing, Il dolce

La Coppa Luigi è stata assegnata a Valeria Limongi con Now she walks through a sunken dream (Fotografia), opera capace di combinare registri semantici molteplici attraverso una visione che trasfigura il dato scientifico in un paesaggio evocativo, tra rovina e memoria, con attenzione alle dinamiche estrattive e alle trasformazioni del territorio.

Menzione speciale a Marta Arca per Shoot the Runner.

La mostra inaugura venerdì 21 novembre alle ore 18.00 a Palazzo Martinengo Cesaresco , in via Musei 30, e sarà visitabile a ingresso gratuito fino al 14 dicembre 2025 con i seguenti orari: giovedì e venerdì: 15.00 – 19.00, sabato e domenica: 10.00 – 19.00.

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Una notte un Museo

UNA NOTTE UN MUSEO

La scoperta e la riscoperta dei luoghi della cultura del territorio attraverso esperienze multisensoriali

Un Museo e il suo capolavoro dal buio alla luce, il territorio che li ospita e le visite multisensoriali sono i tasselli della terza edizione di Una notte, un Museo, progetto ideato e promosso da Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia con l’intento di far riscoprire Brescia e la sua provincia attraverso la cultura e le opere d’arte rappresentative dei suoi musei.

21 i musei ad oggi coinvolti sul territorio bresciano, con il riconoscimento nel 2024 e nel 2025 dell’AVVISO UNICO di Regione Lombardia (Ambito A – Progetti di Promozione Educativa Culturale): il Camus – Museo Camunodi Breno, il MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica a Cedegolo e il Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme per la Valcamonica; la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio, il Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia e il Museo O.R.M.A.Officina Radici Museo Archeologico – di Pezzaze per la Valtrompia; la Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zani – Per l’arte e la cultura a Cellatica, insieme al MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano eil Borgo del Maglio di Omecon la Casa Museo Pietro Malossi per Sebino e Franciacorta; il Museo Luigi e Piero Lechi e il Castello Bonoris di Montichiari, con il Museo Civico di Manerbio e del territorio per la Pianura Bresciana; il MuSa – Museo di Salò, il Museo Il Divino Infante e Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera per la sponda bresciana del Lago di Garda; il MAVS – Museo archeologico della Valle Sabbia di Gavardo per la Valle Sabbia, affiancato dal Museo Etnografico della Valvestino, il MarteS – Museo d’arte Sorlini a Carzago di Calvagese della Riviera per la Valtenesi, fino al Museo Diocesano di Brescia, il Museo Martino Dolci e il musil – Museo del ferro di San Bartolomeo per il capoluogo, a Brescia.
Grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale GardaMusei, la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Fondazione Crea e Regione Abruzzo, il progetto ha varcato i confini regionali, aprendo la settima edizione del Festival Dannunziano, sul tema di “Vivere Inimitabile” nel corso della Notte dei Musei di Pescara, accogliendo nella propria rete anche il Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio.

Il format

Oltre allo storytelling multimediale (firmato da A+B e Fotofficina) che invita il pubblico, attraverso la voce narrante dell’attore bresciano Luciano Bertoli, a seguire un visitatore notturno all’interno di  ciascun museo, riscoprendo alla luce di una torcia il capolavoro maggiormente rappresentativo, il riconoscimento dell’AVVISO UNICO di Regione Lombardia (Ambito A – Bando a Sostegno di Progetti di Promozione Educativa Culturale) ha permesso nelle ultime due edizioni di ampliare il progetto con un piano esperienziale prevedendo un percorso guidato legato ai sensi. Il progetto nasce dalla collaborazione con UICI Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ETS Sezione Brescia e Arte con Noi: dall’essere prima semplici spettatori del video promozionale, nel corso delle serate dedicate i visitatori potranno vivere in prima persona, attraverso due turni pomeridiani o serali, la visita dei musei, attraverso un percorso multisensoriale, con delle bende sugli occhi, per riscoprire in modo alternativo, oggetti e opere custoditi, mediante il tatto e il puro ascolto, tra componenti, materiali di riferimento, attrezzi di lavoro e tavole tattili. Varcato l’ingresso, linea di confine fra la luce e il buio, il pubblico, prima della visita “tradizionale”, si troverà alle prese con una condizione inusuale, in cui occorre imparare un “altro vedere”: il buio disorienta, sconcerta chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista, ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni.

Dopo un primo momento multisensoriale, il pubblico sarà accompagnato dagli staff dei musei all’interno delle sale, terminando l’esperienza di visita con il senso del gusto. Sarà infatti possibile assaporare le peculiarità enogastronomiche che testimoniano l’identità del territorio con degustazioni di produttori locali, veri e propri custodi di specialità alimentari e tradizioni culinarie che valorizzano i luoghi.

Partecipazione gratuita previa registrazione su
Eventbrite | Una Notte Un Museo

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Mostre a Palazzo Martinengo

FONDAMENTA INVISIBILI

La mostra di Piero Almeoni e Roberto Dolzanelli, curata da Susanna Ravelli e Alberto Mattia Martini, invita a rallentare, a vedere oltre e a ritrovare quel terreno comune in cui l’arte e la spiritualità possano ancora essere le fondamenta autentiche dell’umano.

Palazzo Martinengo apre le sue porte a un nuovo e intenso capitolo della stagione espositiva dedicata al territorio, con la mostra “Fondamenta Invisibili”, un progetto artistico e culturale che mette in dialogo le opere di Piero Almeoni e Roberto Dolzanelli, due artisti che da anni riflettono sulla condizione dell’essere umano e sul bisogno di recuperare una spiritualità perduta. L’iniziativa, accolta da Fondazione Provincia di Brescia Eventi all’interno del proprio hub culturale HU-BS MARTINENGO, promossa dall’Associazione Culturale Florenskij, con il patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e del Comune di Orzinuovi, sarà inaugurata venerdì 12 settembre alle ore 17:30, nelle suggestive sale del palazzo storico di via Musei 30.

Il titolo “Fondamenta Invisibili” richiama le parole del poeta Mario Luzi: “…e le cose invisibili, quelle soltanto, sono fondamenti”. In un mondo che sembra aver smarrito il legame con il sacro e con l’interiorità, dominato da immagini superficiali e modelli imposti, la mostra propone un viaggio controcorrente, verso un pensiero metafisico, etico, spirituale.

La mostra rappresenta l’incontro tra due percorsi artistici diversi, ma accomunati da una medesima urgenza esistenziale: quella di restituire all’arte un compito alto, non decorativo ma rivelatore. Roberto Dolzanelli esplora l’invisibile come terreno di resistenza alla banalizzazione dell’immagine, scavando nelle pieghe dell’essere con opere che aprono varchi simbolici verso ciò che sfugge allo sguardo ordinario. Piero Almeoni, attraverso un linguaggio che intreccia pittura, installazione e parola, costruisce un “epos” contemporaneo fatto di stanze e riflessioni, dando forma a un sentimento laico del sacro, dove l’arte si fa rito e possibilità di elevazione.

Le loro opere non raccontano, ma interrogano. Non spiegano, ma evocano. E lo fanno scegliendo linguaggi espressivi molteplici: pittura, scultura, fotografia, video, installazioni e performance site- specific, distribuiti in un percorso emozionale che invita a rallentare, a sentire, a comprendere.

La mostra si fa infatti portavoce di un’urgenza collettiva: quella di tornare a interrogarsi su verità, bellezza, bene – valori che la società contemporanea tende a svuotare, a spettacolarizzare, a relegare. Attraverso le opere di Dolzanelli e Almeoni, si riscopre la funzione originaria dell’arte: cura, coscienza, resistenza, spazio in cui la spiritualità può manifestarsi come tensione verso l’assoluto e come risposta al disorientamento dell’epoca attuale – dalla crisi ambientale alla solitudine digitale, dalla guerra al vuoto esistenziale post-pandemico.

Accanto alle opere dei due protagonisti, la mostra instaura un confronto fecondo con alcuni grandi maestri del secondo Novecento – tra cui Joseph Beuys, Yves Klein, Gino De Dominicis, Piero Manzoni – presenti con opere e video simbolici, a testimonianza di una continuità spirituale e intellettuale che attraversa le generazioni.

Un progetto in movimento

Pensata come mostra itinerante, Fondamenta Invisibili si propone di raggiungere numerosi Comuni della provincia di Brescia – tra cui Orzinuovi, dal 24 gennaio all’8 febbraio 2026, per portare l’arte nei territori e favorire un dialogo autentico con i cittadini. La mostra vuole essere un’esperienza partecipata, coinvolgente anche per le scuole, come occasione per avvicinare i più giovani alla riflessione critica, alla bellezza, alla consapevolezza dei valori fondamentali dell’esistenza: a corredo del percorso espositivo, saranno previsti incontri e conferenze con figure di rilievo del panorama artistico, filosofico e spirituale. Tra questi, Marco Guzzi, fondatore del movimento “Darsi Pace”, che offrirà un contributo sul tema dello spirito nel nostro tempo, in un dibattito che sarà registrato e portato nelle future tappe della mostra.

FONDAMENTA INVISIBILI

Piero Almeoni e Roberto Dolzanelli

A cura di: Susanna Ravelli e Alberto Mattia Martini

Dal 12 settembre al 2 novembre 2025

Inaugurazione: Venerdì 12 settembre 2025, ore 17:30 Palazzo Martinengo – Brescia, via Musei 30

Ingresso libero

Giovedì, venerdì e sabato: dalle 15:00 alle 19:00

Domenica e festivi: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00

APERTURA STRAORDINARIA SABATO 4 OTTOBRE, fino alle 23:00, in occasione della NOTTE DELLA CULTURA e della GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

Lunedì, martedì e mercoledì: su appuntamento, 393 7536840 – 339 7208443

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Una notte un Museo

UNA NOTTE UN MUSEOA PESCARA PER IL FESTIVAL DANNUNZIANO

La rete culturale dei 21 musei bresciani dedicata alla scoperta del territorio e dei suoi luoghi custodi di bellezza, cultura e tradizioni attraverso i sensi accoglie la Casa Natale d’Annunzio per un’edizione speciale del progetto in occasione della Notte dei Musei

Nove giorni di eventi, convegni, dibattiti, incontri, sport, teatro e musica: da Cristiano De Andrè a Noa, da Guè alla festa dei Vespucci, passando attraverso la presenza di Giordano Bruno Guerri che sarà il filo conduttore di ciascuna giornata, con la Scudetto Cup che vedrà riunite le squadre Under 15 di Inter, Milan, Juve, Roma, Fiorentina e Pescara Curi e il primo Trofeo Nazionale dell’Azzurro Dannunziano Under 13, fino all’importanza dell’inclusione nei luoghi della cultura. Si apre ufficialmente la settima edizione del Festival Dannunziano, sul tema di “Vivere Inimitabile” che prenderà il via sabato 30 agosto con la Notte dei Musei di Pescara, accogliendo nella propria progettualità, grazie al trait d’union con Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, il progetto Una notte un Museo ideato nel 2022 da Fondazione Provincia di Brescia Eventi, che mira a mettere in luce, attraverso la valorizzazione dei musei, l’importanza dell’accessibilità nei luoghi della cultura. Il VII Festival dannunziano sarà un’occasione per riscoprire la figura e il pensiero di d’Annunzio, ma anche per valorizzare il territorio, la sua identità e la sua vocazione creativa, aprendosi a un dialogo con artisti, studiosi e spettatori di tutto il mondo. Ad aprire le manifestazioni, la Notte dei musei, in cui il Festival Dannunziano proporrà elementi di interesse per far conoscere il carisma artistico di D’annunzio.

Protagonista della notte sarà il progetto Una notte un Museo, in un ponte figurato tra la Casa Natale d’Annunzio e il Vittoriale degli Italiani. Dalla collaborazione con i due Musei, insieme a GardaMusei, Fondazione Crea e Regione Abruzzo, Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia, verrà proiettato in anteprima nazionale il video promozionale del Vittoriale degli Italiani esplorato notte tempo da un visitatore misterioso, proponendo gratuitamente ai visitatori un percorso esperienziale al buio, bendati, attraverso i sensi, per ripercorrere la figura di d’Annunzio, i suoi studi, l’amore per gli animali, il rapporto con la madre e altri aneddoti. A guidare l’esplorazione, il tatto, attraverso una tavola tattile dedicata alla facciata della Prioria (nella foto seguente) di Gardone Riviera, una riproduzione del calco del volto di d’Annunzio messa a disposizione dalla Casa Natale, tessuti in seta, il carapace di una tartaruga in riferimento alla Cheli, tartaruga regalata al Vate dalla marchesa Luisa Casati Stampa, il cui guscio smaltato insieme al corpo in bronzo è tutt’oggi presente sull’imponente tavolo della Sala da Pranzo del Vittoriale per collegarsi al tema del gusto, fino all’olfatto con i profumi dell’Aqua Nuntia, oltre che petali e fragranze di rosa dannunziana.

Le visite saranno aperte al pubblico, a ingresso libero, a gruppi di 10 persone ogni mezz’ora, dalle 19:30 alle 24:00, creando un’opportunità per rendere tangibile il valore della diversità, sensibilizzando i visitatori sul tema della minorazione visiva e permettendo di comprendere meglio le sfide e le prospettive di chi non vede, promuovendo un atteggiamento più empatico e inclusivo nella società e valorizzando il territorio attraverso le opere d’arte rappresentative dei suoi musei attraverso un’esperienza multisensoriale.

La Notte dei Musei di Pescara, insieme al Festival Dannunziano, si traduce in una speciale anteprima della terza edizione della rassegna Una Notte un Museo sul territorio bresciano, che vede ad oggi 21 musei coinvolti, con il riconoscimento nel 2024 e nel 2025 dell’AVVISO UNICO di Regione Lombardia (Ambito A – Progetti di Promozione Educativa Culturale): il Camus – Museo Camunodi Breno, il MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica a Cedegolo e il Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme per la Valcamonica; la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio, il Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia e il Museo O.R.M.A.Officina Radici Museo Archeologico – di Pezzaze per la Valtrompia; la Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zani – Per l’arte e la cultura a Cellatica, insieme al MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano eil Borgo del Maglio di Omecon la Casa Museo Pietro Malossi per Sebino e Franciacorta; il Museo Luigi e Piero Lechi e il Castello Bonoris di Montichiari, con il Museo Civico di Manerbio e del territorio per la Pianura Bresciana; il MuSa – Museo di Salò, il Museo Il Divino Infante e Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera per la sponda bresciana del Lago di Garda; il MAVS – Museo archeologico della Valle Sabbia di Gavardo per la Valle Sabbia, affiancato dal Museo Etnografico della Valvestino, il MarteS – Museo d’arte Sorlini a Carzago di Calvagese della Riviera per la Valtenesi, fino al Museo Diocesano di Brescia, il Museo Martino Dolci e il musil – Museo del ferro di San Bartolomeo per il capoluogo, a Brescia. Tra fine settembre e fine novembre verranno presentati al pubblico i video inediti delle 7 nuove realtà bresciane aderenti nell’ultimo anno e quello dedicato alla Casa Natale d’Annunzio, insieme al calendario delle visite sensoriali itineranti.  

Programma completo Festival dAnnunziano

https://www.fondazionecrea.it/vii-festival-dannunziano/

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Mostre a Palazzo Martinengo

HU-BS MARTINENGO: dal 10 al 20 luglio la mostra conclusiva di MEDEE, percorso di arte partecipata

Palazzo Martinengo prosegue l’esperienza di Hub Culturale di nuova generazione con la messa a disposizione dei suoi spazi alle espressioni del territorio e dei giovani, veri e propri protagonisti del secondo semestre di programmazione culturale rivolta gratuitamente al pubblico. Il percorso ha preso avvio nel 2017 con il format “6 al Martinengo”, culminando nel 2019, grazie all’opportunità data dalla vittoria del Bando Cariplo Luoghi di Innovazione Culturale, di trasformare Palazzo Martinengo in un hub culturale, attraverso un significativo cambiamento delle modalità di gestione dell’offerta culturale, rivolta sempre più alle nuove generazioni.

Ad aprire quest’anno il macro progetto BE in HU-BS Martinengo che risponde alla domanda E tu dove sei?  posta già nello scorso anno dallo Young Board di Fondazione Provincia di Brescia Eventi, rispetto alla consapevolezza e alla partecipazione dei giovani negli spazi culturali del territorio, dal 10 al 20 luglio la mostra conclusiva dell’edizione 2025 di MEDEE promossa da Butterfly Centro Antiviolenza e Case Rifugio, un innovativo progetto di arte partecipata ideato da Patrizia Benedetta Fratus. L’esposizione, curata da Barbara Pavan, sarà inaugurata giovedì 10 luglio 2025 alle ore 18:00, rappresentando un’opera collettiva che dà voce e visibilità a molteplici prospettive: quelle di un Centro Antiviolenza impegnato nella promozione di una trasformazione culturale, delle donne accolte nelle Case Rifugio, di artiste che credono nel potere della narrazione come strumento di cambiamento sociale, e di studenti e docenti che hanno partecipato attivamente al processo creativo nel corso della primavera, con la realizzazione di incontri nei differenti istituti della provincia e laboratori, alla presenza delle artiste Luciana Aironi, Patrizia Benedetta Fratus e Laura Mega che hanno tradotto visivamente i contenuti emersi, contribuendo ad un dialogo tra pratiche artistiche, riflessione critica e confronto, attraverso uno storytelling lungo le sale di Palazzo Martinengo, tra lastre radiografiche, arazzi e camicie di forza in tessuto con elementi grafici, elementi appesi al centro per costruire un percorso che porti le persone nell’arte come l’arte nelle persone. Rendendo tutto vivo.

Il progetto nasce dal desiderio di ripensare e decodificare gli immaginari che influenzano le nostre esistenze, per costruire nuove prospettive di speranza. La figura di Medea diventa il simbolo centrale: non come madre semplificata nella sua crudeltà, ma come archetipo generatore, capace di rappresentare la dualità della vita stessa, in cui ogni creazione porta con sé la possibilità della trasformazione e del cambiamento. Partendo da questo capovolgimento simbolico, il progetto mira a creare un percorso che ci renda artefici di nuovi scenari di interazione individuali e collettivi, superando i monismi culturali e religiosi. La libertà di espressione e la capacità di immaginare diventano i principi cardine su cui fondare il lavoro, con un pensiero costante rivolto alle bambine (e ai bambini) che quotidianamente subiscono violenze, e alla responsabilità collettiva di agire.

La fase laboratoriale ha coinvolto differenti realtà scolastiche del territorio (Liceo Scientifico A. Calini, Liceo Scientifico Leonardo, Liceo Artistico Foppa, IIS Vincenzo Capirola, IIS Einaudi, IISS C. Golgi, IIS Piero Sraffa e Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia) e le donne ospiti delle Case Rifugio, instaurando un percorso di ricerca che ha integrato pratiche artistiche, scrittura e riflessione sui temi del corpo, del diritto e della filosofia, creando un dialogo tra le opere e le esperienze di chi ha partecipato.

A seguire, la fase attuativa delle 4 installazioni su adesione volontaria di numerosi studenti, all’interno dello spazio rAccordo di Palazzo Martinengo e nella galleria di ELNÒS Shopping, inteso come vero e proprio meeting place per la realizzazione di un video compartecipato, sempre realizzato e montato dai giovani coinvolti. Giovani che guideranno anche i visitatori nel percorso che sarà visitabile, a ingresso gratuito, per due fine settimana, venerdì dalle 15:00 alle 18:00; sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:00.

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Rassegne in provincia

IL GRANDE IN PROVINCIA

Dal 24 giugno al 4 settembre, 15 appuntamenti musicali prenderanno vita in altrettanti suggestivi scenari della provincia bresciana, portando concerti e recital d’Opera al di fuori delle consuete scene teatrali

Fa il suo ritorno nell’estate bresciana, giunta alla decima edizione, la programmazione de Il Grande in Provincia, progetto realizzato dalla Fondazione del Teatro Grande insieme alla Provincia di Brescia, con la collaborazione della Fondazione Provincia di Brescia Eventi.

Dal 24 giugno al 4 settembre, 15 saranno gli appuntamenti musicali che prenderanno vita in altrettanti suggestivi scenari della provincia bresciana, portando concerti e recital d’Opera al di fuori delle consuete scene teatrali. I 15 Comuni coinvolti quest’anno nella rassegna saranno Lonato del Garda, Visano, Pezzaze, Pian Camuno, Provaglio Val Sabbia, Nave, Sale Marasino, Capriano del Colle, Brione, Salò, Borgo San Giacomo, Corte Franca, Villanuova sul Clisi, Pertica Alta e Capriolo.

Tutti gli appuntamenti della rassegna inizieranno alle ore 21.00, avranno modalità di accesso differenti e specifiche per ogni luogo e saranno completamente gratuiti, dando così al pubblico la possibilità di godere anche nei mesi estivi dell’eccellente proposta di spettacolo della Fondazione del Teatro Grande in un affascinante viaggio attraverso il territorio provinciale. Dalle valli bresciane alla pianura, sino alle zone lacustri, il cartellone 2025 de Il Grande in Provincia si caratterizza infatti come una celebrazione non solo della musica, nelle sue diverse sfaccettature, ma anche delle bellezze storiche e naturalistiche dei Comuni bresciani, valorizzando e promuovendo anche le mete meno turistiche.

Tutte le informazioni sono disponibili alla singole schede spettacolo di ciascun evento sul sito www.teatrogrande.it

L’edizione 2025 de Il Grande in Provincia riceve inoltre il sostegno di Fondazione Cariplo e della Fondazione ASM, da sempre attente ai progetti territoriali che generano benessere per le comunità.

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Rassegne in provincia

UNA NOTTE, UN MUSEO: LABORATORI CREATIVI PER TUTTA LA FAMIGLIA

Per tutto il mese di marzo la galleria di ELNÒS Shopping ospita un vero e proprio viaggio attraverso i luoghi della cultura del territorio bresciano: 14 i musei che dal 2022 hanno aderito alla rete di Una notte, un Museo, progetto ideato e promosso da Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia con l’intento di far riscoprire Brescia e la sua provincia attraverso la cultura e le opere d’arte rappresentative dei suoi poli museali, che si racconteranno al grande pubblico nel Centro Commerciale di Roncadelle, attraverso scatti fotografici, video e laboratori per tutta la famiglia, ad accesso gratuito.

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Rassegne in provincia

UNA NOTTE UN MUSEO

A ELNÒS Shopping la riscoperta del territorio bresciano attraverso i suoi musei

Da lunedì 10 febbraio la galleria di ELNÒS Shopping ospita un vero e proprio viaggio attraverso i luoghi della cultura del territorio bresciano: 14 i musei che dal 2022 hanno aderito alla rete di Una notte, un Museo, progetto ideato e promosso da Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia con l’intento di far riscoprire Brescia e la sua provincia attraverso la cultura e le opere d’arte rappresentative dei suoi poli museali, che per i prossimi due mesi si racconteranno al grande pubblico nel Centro Commerciale di Roncadelle, attraverso scatti fotografici, video e laboratori.

I musei coinvolti fin dalla prima edizione del progetto, affiancati da 7 nuove realtà dal 2024 con il riconoscimento dell’AVVISO UNICO 2024 di Regione Lombardia (Ambito A – Bando a Sostegno di Progetti di Promozione Educativa Culturale), rappresentano le macro aree del territorio bresciano: il Camus – Museo Camunodi Breno e il MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica a Cedegolo per la Valcamonica, la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesioe il Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompiaper la Valtrompia, la Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zania Cellatica insieme al MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano per Sebino e Franciacorta, il Museo Luigi e Piero Lechi di Montichiari e il Museo Civico di Manerbio e del territorio per la Pianura Bresciana, il MuSa – Museo di Salòcon il Museo Il Divino Infante per la sponda bresciana del Lago di Garda, il MAVS – Museo archeologico della Valle Sabbia di Gavardo per la Valle Sabbia, affiancato dal Museo Etnografico della Valvestino, fino al Museo Diocesano di Brescia e il Museo Martino Dolci per il capoluogo.

Fino a fine marzo, il pubblico potrà visitare l’esposizione fotografica nell’unità commerciale messa a disposizione a piano terra da ELNÒS Shopping e immergersi in uno storytelling multimediale, lasciandosi guidare all’interno di ciascun museo da un visitatore notturno e dalla voce narrante dell’attore bresciano Luciano Bertoli, per scoprire, alla luce di una torcia, il capolavoro maggiormente rappresentativo.

Una proposta rivolta al grande pubblico a testimonianza della sinergia col territorio e dello sviluppo di una modalità esperienziale di vivere i luoghi della cultura. Il progetto, nel 2024, grazie al riconoscimento dell’AVVISO UNICO 2024 di Regione Lombardia si è ampliato con le visite guidate al buio nel corso delle quali il pubblico, in un percorso coinvolgente e multisensoriale, ha potuto riscoprire i tesori dei musei. Questa modalità di fruizione degli spazi espositivi e delle opere protagoniste, introdotta dall’UICI Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ETS/APS Sezione territoriale di Brescia e mediata dalle operatrici di Arte con Noi – specializzate nel turismo accessibile e nell’applicazione di tecniche polisensoriali per l’approccio alle opere d’arte – verrà riproposta nel corso del 2025, mirando ad una sensibilizzazione rispetto alla minorazione visiva e al potenziamento dei canali extravisivi: il buio disorienta, sconcerta chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista, ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni.   

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Mostre a Palazzo Martinengo

La Belle Époque. L’arte nella Parigi di Boldini e De Nittis

Dopo il grande successo dell’esposizione “I Macchiaioli”, a partire dal 25 gennaio 2025 Palazzo Martinengo ospiterà un’imperdibile mostra dedicata alla Belle Époque che presenterà al pubblico i capolavori che Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos e Mancini eseguirono durante gli anni trascorsi a Parigi. Nella capitale francese questi pittori italiani si affermarono, conquistando i più raffinati collezionisti dell’epoca, immortalando le brulicanti piazze parigine, i lunghissimi boulevard, gli eleganti interni borghesi, gli affollati caffè e i teatri, cogliendo la figura femminile  nella quotidianità e nei momenti privati, divenendo così i cantori della vita moderna.

I curatori Francesca Dini e Davide Dotti hanno ideato un avvincente percorso espositivo articolato in nove sezioni e ricco di oltre 100 opere, per lo più provenienti da collezioni private – solitamente inaccessibili – e da importanti istituzioni museali quali le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e il Museo Civico di Palazzo Te di Mantova.

Oltre a celebri dipinti quali il “Ritratto di signora in bianco” di Giovanni Boldini, “Sulla panchina agli Champs Elysées” di Giuseppe De Nittis e “Al Café Nouvelle Athènes” di Federico Zandomeneghi, sarà possibile immergersi nel clima artistico e culturale della Belle Époque grazie alla selezione di elegantissimi abiti femminili realizzati nelle Maisons di Haute Couture più raffinate, che divennero luoghi di ritrovo esclusivi dell’alta società; di coloratissimi manifesti – le cosiddette affiches – che pubblicizzavano i locali alla moda, cabaret, café chantant, spettacoli teatrali e grandi magazzini, disegnati da insigni illustratori come Cappiello, Dudovich e Metlicovitz; e di raffinatissimi vetri artistici dai decori ispirati alla natura, impreziositi da smalti, dorature e incisioni, realizzati da Emile Gallé e dai fratelli Daum per arredare le case della ricca borghesia.

Nel corso del XIX secolo la Francia è il centro propulsore dell’arte contemporanea e costituisce per molti paesi un modello ineguagliato di civiltà. I pittori italiani sono indotti a un continuo confronto con l’arte di quella Nazione, complici le Esposizioni Universali che vi si tengono periodicamente e che ne promuovono l’immagine a livello internazionale. Ma il vero e proprio “Mito di Parigi” è un portato della Belle Époque, sorta di età dell’oro segnata dal trionfo del modello borghese liberale e laico, dalla grande libertà di pensiero, da prodigiose scoperte scientifiche, da una decisiva accelerazione dei mezzi di trasporto, dalla nascita del turismo di massa, dal grande fulgore dei teatri e dei giornali a stampa. La Belle Époque indica dunque il periodo felice in cui i ceti medi giungono a godere di un certo benessere e Parigi diviene, anche in virtù di questo, un vero laboratorio letterario e artistico nel quale convivono tendenze molto diverse le une dalle altre. 

Per diversi artisti italiani della seconda metà dell’800 il soggiorno nella capitale francese diventa quindi una necessaria appendice alla propria formazione e un’importante occasione di aggiornamento culturale. Per alcuni di essi Parigi è un punto di arrivo, l’obiettivo da raggiungere, il trampolino di lancio per ottenere guadagni e successo nella capitale mondiale del lusso e dell’eleganza, che sarà rievocata in mostra attraverso i capolavori senza tempo di Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos e Mancini, pittori della vita moderna.

Orari di apertura

mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 9:00 alle 17:00
sabato, domenica e festivi: dalle 10:00 alle 20:00
lunedì e martedì chiuso
| La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra

Info e prenotazioni

Tel. 3927697003

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